Errore medico in Pronto Soccorso: termini di prescrizione e primi passi — Studio Legale Piero Angelucci
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Errore medico in Pronto Soccorso: termini di prescrizione e primi passi

Errore medico in Pronto Soccorso: termini di prescrizione e primi passi

Avv. Piero Angelucci7 settembre 20265 min di lettura

Errore medico in Pronto Soccorso: termini di prescrizione e primi passi

Il Pronto Soccorso è per definizione il luogo dell'urgenza: decisioni rapide, spesso con informazioni parziali, in condizioni di forte pressione. Proprio per questo è anche uno dei contesti in cui più frequentemente si verificano errori diagnostici o di gestione del paziente — una dimissione troppo precoce, un sintomo sottovalutato, un esame non eseguito — con conseguenze che possono essere gravi. Chi ritiene di aver subito un danno per una condotta negligente in Pronto Soccorso deve sapere entro quali termini può agire e quali sono i primi passi da compiere.

I casi più frequenti di errore in Pronto Soccorso Errore di triage: assegnazione di un codice di priorità non corrispondente alla reale gravità del quadro clinico, con conseguente ritardo nelle cure. Mancata diagnosi o diagnosi tardiva: sintomi riconducibili a patologie gravi (ictus, infarto, appendicite, embolia) non riconosciuti o sottovalutati. Dimissione prematura: paziente rimandato a casa senza gli accertamenti necessari, che rientra poi in condizioni aggravate. Omessa esecuzione di esami strumentali (TAC, ecografia, esami del sangue) che avrebbero permesso di individuare tempestivamente la patologia. Errori nella somministrazione di farmaci o nella gestione delle terapie d'urgenza. Su chi ricade la responsabilità

La responsabilità per un errore avvenuto in Pronto Soccorso può coinvolgere sia la struttura sanitaria (azienda ospedaliera, ASL, casa di cura privata) sia, in alcuni casi, il singolo medico. Dopo la Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017), il quadro normativo distingue:

la responsabilità della struttura sanitaria, di natura contrattuale, che risponde anche per fatto dei propri dipendenti; la responsabilità del medico, generalmente di natura extracontrattuale se non c'è stato un rapporto diretto e autonomo con il paziente (come tipicamente accade in Pronto Soccorso), salvo che il medico non abbia assunto un'obbligazione contrattuale col paziente.

Questa distinzione è rilevante anche ai fini dei termini di prescrizione, che sono diversi per le due ipotesi.

I termini di prescrizione Responsabilità della struttura sanitaria (contrattuale): il termine di prescrizione è di 10 anni dal fatto (o dalla sua conoscibilità, nei casi di danno lungolatente), decorrenti dal momento in cui il danno si è manifestato o avrebbe dovuto essere riconosciuto con l'ordinaria diligenza. Responsabilità del medico (extracontrattuale): il termine è più breve, pari a 5 anni, sempre decorrenti dal momento in cui il danno si manifesta o diviene conoscibile.

Nella pratica, agire nei confronti della struttura sanitaria offre quindi un termine più ampio ed è spesso la via privilegiata, fermo restando che una valutazione accurata del caso concreto è indispensabile per individuare correttamente i soggetti responsabili e i relativi termini.

Attenzione: in caso di decesso del paziente, il termine di prescrizione per gli eredi decorre dalla data del decesso o, se successiva, dal momento in cui i familiari hanno avuto — o avrebbero dovuto avere — conoscenza del nesso tra la condotta sanitaria e l'evento.

I primi passi da compiere Richiedere la cartella clinica e la documentazione del Pronto Soccorso: verbale di triage, referti, esami eseguiti (o annotazione della loro mancata esecuzione), lettera di dimissione. È un diritto del paziente (o dei suoi eredi) ottenerne copia integrale dalla struttura sanitaria. Raccogliere la documentazione clinica successiva: cartelle di eventuali ricoveri successivi, referti di altri specialisti, che permettono di ricostruire l'evoluzione del quadro e il nesso con l'accesso in Pronto Soccorso. Sottoporre la documentazione a una valutazione medico-legale: è il passaggio decisivo per stabilire se vi sia stata effettivamente una condotta negligente, imprudente o imperita, e se esista un nesso causale tra questa e il danno subito. Non lasciar decorrere troppo tempo: anche se i termini di prescrizione sono relativamente ampi, muoversi tempestivamente facilita la raccolta delle prove — testimonianze, documentazione, memoria dei fatti — e consente di attivare per tempo la richiesta di conservazione della documentazione clinica. Valutare la richiesta stragiudiziale di risarcimento: prima di un eventuale giudizio, è possibile — e spesso opportuno — inviare alla struttura sanitaria (e alla sua compagnia assicurativa) una richiesta di risarcimento corredata della documentazione e della valutazione medico-legale, per verificare la disponibilità a una definizione bonaria. La procedura di accertamento tecnico preventivo (ATP)

Per le controversie di responsabilità sanitaria, la legge prevede un tentativo obbligatorio di conciliazione, che si svolge tipicamente attraverso il procedimento di accertamento tecnico preventivo ex art. 696-bis c.p.c. Si tratta di una consulenza tecnica svolta davanti al Tribunale, con la nomina di un CTU (spesso affiancato da un medico specialista nella disciplina interessata), volta a verificare la sussistenza dell'errore e del nesso causale, e a tentare una conciliazione tra le parti prima dell'eventuale causa di merito.

Conclusioni

Un errore avvenuto in Pronto Soccorso può avere conseguenze molto serie, ma la legge riconosce al paziente (o ai suoi familiari) termini adeguati per far valere i propri diritti, soprattutto se si agisce nei confronti della struttura sanitaria. Il fattore decisivo per il successo della richiesta risarcitoria è la qualità della documentazione raccolta e una valutazione medico-legale rigorosa fin dalle prime fasi.

Se ritieni di aver subito, o che un tuo familiare abbia subito, un danno per un errore avvenuto in Pronto Soccorso, lo Studio Legale Piero Angelucci offre una valutazione preliminare della documentazione clinica per verificare la fondatezza di una richiesta di risarcimento.